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Wednesday, February 17, 2010

Decisamente stufa, di sentirmi dire cosa fare, come e quando.
E perchè non di sera, e attivati, e fai così e cosà, e qua e là..
Lasciatemi in pace. Non ho bisogno di tutori, di maestri, di altri fratelli maggiori rompiscatole. E se prendo le decisioni sbagliate, mi serviranno di lezione. Se perdo questo buono, finalmente capirò quanto vuoto mi sono creata attorno, finalmente mi spaventerò della solitudine in cui mi sono rinchiusa.
Ho bisogno solo di una spalla su cui piangere. E, se insistete, di un accompagnatore.
Ma non oso chiedere.

Sunday, January 25, 2009

Non riesco a trovare un modo... un punto di vista, o un appoggio forse, un punto di partenza su cui far leva. Una chiave, anche. Non ci riesco... non capisco cosa c'è, qual è il motivo per cui tutto va così male (da mesi, ormai). E mi ritrovo a piangere, troppo spesso. A svegliarmi ore prima del dovuto, in preda all'angoscia.
Del lavoro che faccio non me ne importa nulla. Odio quel posto immerso nella nebbia, odio dover andare a mangiare in un'orribile mensa, sempre con la stessa gente. Odio dover timbrare un cartellino, odio il conteggio delle ore, la scrivania con il pc, le giornate tutte uguali. Mi sembra di non avere via di scampo, di dover star sempre lì terrorizzata dal capo.
E nel fine settimana le cose non migliorano. Inquieta, senza però combinare nulla. Triste, apparentemente senza motivo.
Mi sento impossibilitata al contatto con la gente. Sola. In un ambiente ostile, lontano dal mio modo di essere. Imprigionata.
Il metallaro soffre, per come sto, e questo mi fa stare ancora peggio.
E poi si litiga, tanto. A volte mi dice cose estreme, mi spezza il cuore ogni volta. Potrebbero essere vere, però, e allora sarebbe più onesto dirsi addio. Lasciar perdere.

Tuesday, November 18, 2008

A volte, spessissimo a dir la verità, mi sento un'inutile nullità, tutti mi appaiono più interessanti, simpatici, intelligenti, etc etc etc etc. E poi mi pare che gli altri sappiano come comportarsi, siano stati educati, chessò, per affrontare le situazioni più disparate, dalle uscite serali, allo stare in gruppo, al parlare con gli adulti, all'essere quello che la gente si aspetta in ogni situazione. Mentre io, novello calimero, non sono mai capace di fare nulla, non come tutti voi.
Poi succede qualcosa di questo tipo, e apro gli occhi su quanto quelli che mi sembravano splendidi sono in realtà bambini viziati, egoisti, strafottenti.
Avrò anche una famiglia scassata, genitori che non so ancora come prendere, carenze talmente profonde, nei legami con la gente (dalla famiglia, e poi via via allargando) da sembrare crateri... Però ci penso sempre, all'impatto delle mie azioni e decisioni.
Stavolta mi hanno proprio fatto incavolare.

Sunday, November 16, 2008

Adesso lo faccio: me ne sto seduta, qua, buona buona, e scrivo. Scrivo e spiego cosa non va. Perchè qualcosa ci dev'essere, se ogni volta che ho qualche minuto di calma, tutto per me (come quando esco da lavoro, per fare un esempio), mi prende quest'umore un po' così.
Non lo so cos'è. Ci sono cose che non vanno, situazioni o fatti o persone che non mi fanno impazzire dalla gioia, ma non bastano a spiegare, credo. Mi faccio mille paranoie, ancora più del solito. Paranoie su di me e sul mondo: io e il metallaro, io e gli amici di vecchia data, quelli del master, dell'uni, le conoscenze nuove. Io e il lavoro, io e il capo, io e i colleghi. Io e me stessa, soprattutto. Paura del vuoto, forse, come diceva il metallaro. Il vuoto, tra noi 2, ancora peggio il vuoto nella mia vita e dentro di me: terrore di non essere nient'altro, di non avere nient'altro da dire, che non sia il lavoro. Mi pare di essere - e non so più se è eccesso di paranoie, o lucidità - più timida, insicura, indecisa che mai, e non mi piaccio. Insignificante, mi sento grigia e abbastanza inutile. Mi pare impossibile, in tutto ciò, affrontare una "suocera", cercare di fare buona impressione su qualcuno, o semplicemente stare bene con gli altri. Assurdo, lo so, soprattutto ora che qualcuno che mi supporta c'è. Eppure... che sia allora questo il problema, forse non è lui quello di cui ho bisogno? O forse sono ridicola, con i miei goffi tentativi di complicare quello che è semplice, lineare, bello?

Friday, September 19, 2008

Nuove situazioni da affrontare, portano con sè nuovi stress.
Mi ritrovo in ruoli inediti, e non so cosa fare. Non so nemmeno da dove iniziare.
Vengo a conoscenza di fatti e situazioni (problemi, praticamente sempre), e non so come affrontarli.
Una cara amica, che vorrei aiutare, ma non so come... e la cui amicizia e vicinanza mi manca sempre di più, anche se sono un'egoista a dirlo.
Un ragazzo che mi racconta dei suoi guai, e posso solo stare ad ascoltare, abbracciare, nulla più. Vorrei capire, meglio, ma proprio non ce la faccio, tutto mi sfugge.
Vorrei essere capace di affrontare tutto ciò, di petto, e invece mi sento debole, piccola, ancora ingenua. Forse, in fondo, vorrei essere ancora più piccola e ingenua di quanto sono. Vorrei smettere di crescere, evitarmi questa fatica: quella di aprire gli occhi, di capire cosa c'è, dietro: sofferenza, dolore.

Tuesday, September 16, 2008

Niente da fare. Ci ho provato, ma la parte dell'indifferente mi sta proprio male addosso (non è nemmeno la prima volta, dovrei saperlo ormai). E allora, che faccio, esplodo? Trattengo ancora un po'? Cosa cambia, poi? Mi fa sentire tanto sola, tutto ciò, e tanto tanto scema.
(poi, ci sono le circostanze contingenti, va bene... ma non è solo quello)

Wednesday, June 18, 2008

L'insicurezza è il mio peggior difetto. Poi viene tutto il resto, ma sono solo conseguenze.
In crisi, ogni qual volta (sempre, cioè) potrei venir fuori io, la mia personalità, il mio carattere, il mio cervello. A mio agio solo quando posso nascondermi, osservare, ascoltare, forse anche giudicare gli altri, standomene nascosta dietro qualcosa.. qualsiasi cosa.
In crisi, perchè sono ancora la ragazzina che si sente non all'altezza, e sono stufa di esserlo dannazione. Stufa di avere ancora bisogno di conferme.
Stufa perchè pensavo di essere un po' cambiata, e invece la strada da fare è ancora lunga.

Thursday, June 05, 2008

Lui ha detto al mio amico tossico che si aspettava di più da me. Proprio così ha detto, come se fossi la sua allieva, la scolaretta da educare, da tenere per mano portandola a spasso, e poi quando ci si accorge che da sola non sa attraversare la strada, è una delusione.
Lui continua a mandare mail assurde, alzando sempre il tono, cercando - palesemente - lo scontro. Io sono una pacifista, e ne soffro, mi fa fisicamente male. Non lo fa solo con me, ma questo non migliora la situazione. Solo le risposte acide lo fanno diventare un agnellino.
Oggi ha saltato lezione, è rimasto a casa bello comodo. Sono rientrata, in ansia perchè devo finire di lavorare ad un'altra cosa, ed ecco la sua scontatissima mail: "ho lavorato, voi che fate, ci vediamo domani?". Fresco come una rosa, naturalmente, lui.
E poi tutte le manovre per essere il solo a scrivere a M.M., un ragazzo che ha solo un anno più di noi, ma che secondo il suo cervellino-ino-ino è detentore di chissà quale enorme potere. Ha fatto di tutto per estromettermi, di tutto per poterci parlare da solo. E con il capo di M.M., di tutto per mettersi in luce.

Potrebbe essere mio collega, l'anno prossimo, e non so come farei a non ucciderlo.

Saturday, April 05, 2008

Continuo a fare lo stesso errore, soprattutto ora che non posso guardare la sua pagina, poi capita che ci rimango male, molto male; smetto per un po', poi ricomincio, imperterrita. Ancora una volta, stasera, quello che leggo mi fa male, e mi riprometto di smetterla.
So già che non lo farò, almeno finchè alcune cose non cambieranno (fingo anche che non me ne importi nulla).
Un anno del cavolo, sembra servito solo ad aumentare i fantasmi da portarsi dietro.
Solo le chiacchiere non finiscono mai... cambiano i dettagli, ma non si fa altro che parlare.
Anche ora, sono solo parole senza molto senso, una dietro l'altra, indice, come direbbe qualcuno, del fatto che i miei pensieri sono confusi, prima di tutto nella mia testa. Scrivo solo perchè non ce la faccio, ad andarmene a dormire, con quelle parole nella testa.
Mi sono sempre affezionata molto ai dettagli, lo farò anche stavolta. Penserò al sorriso di una ragazza che oggi mi ha fatto un regalo (chissà se se n'è accorta), apprezzato soprattutto perchè viene dal niente. Penserò... non lo so, non voglio permettere al malumore di travolgermi. Penserò alle chiacchiere dell'uomo più angosciante del mondo, che mi fanno tanto ridere, o alla faccia di chi ha scoperto che ho un album dei dream theater nel lettore mp3. Cercherò, più di tutto, di convincermi che faccio bene, a pensare a queste cose. Che contano almeno quanto, se non più, di altro.
(non cancello la cronologia, i segni vari nel pc... devo smetterla, perchè sono forte e non ha senso, non perchè non ricordo l'indirizzo)

Friday, February 01, 2008

Sogno un monolocale, piccolo, minuscolo, ma tutto tutto mio. Me lo immagino, ancora più piccolo di quello della Fra (solo che il divano-letto non lo voglio… brutti ricordi, e poi sarebbe sempre sfatto, conoscendomi), un po’ colorato, con l’angolo delle schifezze disordinate e qualche pouf per appoggiarci riviste e svuotare le tasche. Con un pezzo minuscolo di balcone, per tenerci il geranio se decide che vale la pena sopravvivere a questo inverno e alla mia mancanza di cure. Con un bagno pieno zeppo di flaconi, con il filtro per l’acqua, le foto alle pareti e il telefono fisso, perché comunicare è più importante di tutto. E poi, vicino alla metro (di tutti i colori, giacché sto sognando, tanto vale farlo in grande) e alle linee simpatiche di tram, quelle che passano spesso e non le ferma nessuno, neanche le macchine parcheggiate male, gli incidenti e le fughe di gas. E magari anche vicino a tanta gente simpatica, e al tipota, così sappiamo dove andare a bere una birra.


È bello, lo so, questo rapporto così profondo. Mi aveva fatto un sacco piacere, sapere che aveva detto a quel tipo che mi considera come una sorella, mai me lo sarei aspettato. E veramente le voglio un bene dell’anima, e non so come avrei fatto senza di lei, tante di quelle volte, ma vivere insieme richiede un impegno troppo grande. Non ce la faccio veramente più… Non ho sempre voglia di parlare di tutto, di sviscerare ogni singola cosa, di spiegare ogni sfumatura dei miei comportamenti, o di sapere per filo e per segno cosa pensa di me. (Ancora mi brucia, una cosa che mi ha detto nella penultima litigata, e su cui è inutile discutere: mi vede così, punto e basta, e mi fa male. Proprio perché non c’è niente da fare, però, non avrei voluto saperlo.)

Sunday, January 13, 2008

Un bel piantino ci starebbe a pennello, ma i singhiozzi mi si soffocano in gola, d. non c'è e m. dorme.. e ci vuole qualcuno che gli dia soddisfazione, al piantino, sennò che gusto c'è?
Mi (ci, in realtà) ha appena accompagnata a casa, ma non vicino casa, giusto dopo il secondo semaforo su san gottardo, giusto in tempo per vedere che k. andava dall'altro lato (dormi bene, dice lui, il mio dolce k.), e che io me ne correvo via nella notte da sola, in mezzo a così tanta indifferenza. Chissà se non se la ricordava veramente, la strada, o se è un bravo attore. Del resto, quanto ci vuole a rimuovere? Più o meno di 30 minuti?
Sì, mr. g. Me lo aspettavo, un po' lo temevo, prima o poi avrebbe chiamato e. e me lo sarei ritrovata davanti. Infatti eccolo qua, che farfuglia qualcosa sul mio messaggio di ieri (ha letto, dice, ovviamente aspettarsi una risposta sarebbe troppo), che parla di sè e poi ancora, sorpresa, di sè, e chissà se lo sa del mio esame, chissà se a volte riesce a guardare un minimo al di là del suo naso.
f. è tanto cara, vuole parlare, dispensare consigli ma anche sfogarsi sulla sua, di situazione, ma io ho 3 sbagliati in corpo, e temo troppo il momento lacrime, non voglio proprio che accada davanti a lui.
La mia dignità scompare definitivamente, quando mi fa una foto, dopo che barman, k., f. e non so più chi mi hanno trascinata di peso sul bancone (che umiliazione), e quando mi aiuta pure a scendere. Eppure c'è k. lì accanto che mi parla, che mi sfotte... ve lo mettete in testa, che non avete nessun nessun diritto su di me? Porca di una malota, ti ho detto NO, non voglio aiuto. Ti ho detto (mica tanto tra le righe): lasciami in pace... non puoi comparire così e scomparire colà a piacimento, e affermare anche il tuo potere su di me. Lasciami in pace.
(ah, dimenticavo... Ho perso l'ombrello arancione...)

Sunday, August 26, 2007

Eppure credevo di essere abituata a combattere da sola. Da sola ho preso tante decisioni, ed è solo con me stessa e con i fantasmi delle mie paure che posso prendermela se poi non è andata come speravo. Cos’è cambiato? Perché, improvvisamente, ora, tanto bisogno di conferme, perché tante assurde pretese, perchè tanto bisogno di qualcuno che mi tenga la manina? Coraggiosa non lo sono mai stata, lo so bene, ma adesso si esagera. È ora di tirar fuori la grinta, che ne dici, Polidora? Non sei stufa della tua amica lagnosissima?! Io, decisamente, sì!

Friday, July 13, 2007

E' luglio, e per il secondo anno di fila questo è un periodo decisamente no.
Mi ci impegno, cerco di farmi scivolare tutto addosso, e in realtà ci riesco abbastanza bene. Ma tutto, in fondo, lascia segni. Accumulo tossine.
Le solite delusioni, la solita G. che chiama per dire "quanto tempo che non ci si vede.. potremmo fare una cena da me in settimana.. sì sì assolutamente.. ti chiamo domani e ci mettiamo d'accordo", e poi naturalmente scompare. Niente di nuovo, certo, ma che noia.
Il solito egoismo generalizzato. Il solito pensare prima a se stessi, poi a se stessi, e infine a se stessi.
L'ansia per i colloqui... anche perchè (ma non diciamolo troppo forte) stavolta sembrerebbe che qualcosa potrebbe finalmente concretizzarsi, e nel giro di qualche giorno, o di qualche settimana al più, si potrebbe decidere qualcosa.
Il mio solito modo di farmi prendere dalla paura, ogni volta che qualcosa esce dal tracciato a cui sono abituata. La voglia, contemporaneamente, di mettere tutto sottosopra, di stravolgere tutto e ripartire da zero.
I pensieri, che vanno al passato, a quello che ancora una volta non ho, che mi è sfuggito e di cui non ho capito nulla.
Le lacrime mattutine, per un mondo che mi vedo scivolare dalle mani, per le cose che finora hanno veramente contato nella mia vita, e avrei voluto non cambiassero. Ma sono cambiate, e l'unica cosa che posso fare è farmi forza, proprio quando vorrei solo abbandonarmi alla tristezza e smettere di combattere, perchè forza proprio non ne ho.

Sunday, June 03, 2007


Dubito che dei taralli possano bastare a tirarmi su...
Ho passato ieri sera e gran parte di oggi a casa di G., e non riesco a capirne il perchè. Cioè, i miei perchè li conosco (mi aveva invitata, non la vedevo da tantissimo, da mesi non facevamo una chiacchierata a tu per tu, e poi non è che avessi questi grandi progetti), sono le sue motivazioni che non ho afferrato. Voleva sapere cosa so di altre situazioni e problemi? Si sentiva sola e voleva riempire una serata? Aveva bisogno di qualcuno (chiunque) che ascoltasse? Certo, di sicuro non aveva nessuna voglia di stare a sentire me. Più che evidente. Così ho taciuto. Se è questo che volete...
Che voglia di cambiare aria........ che voglia di persone un po' meno false, un po' meno avide, un po' meno competitive...
Qualche consiglio cicci?

Wednesday, April 18, 2007

Sono stufa di dover essere io a inventare mille giustificazioni, per il comportamento altrui, anche quando scuse non ce ne sono. Stufa di doverne sentire, di giustificazioni, quando non ce ne sarebbe bisogno, ma, si sa, la coda è di paglia… Sembra che nessuno voglia fare quello che fa, ma poi forze oscure e potenti cambiano il corso delle cose.
Forse allora non è sempre colpa mia…

Monday, January 29, 2007

Ciccina.. scusami se ti scrivo anche se non c'è nessuna nuova puntata, ma sento il bisogno di un contatto con te.
Probabilmente è soprattutto pigrizia, la mia, perchè so che mi sei vicina, e mi viene spontaneo rivolgermi a te, invece di mettermi in gioco, di cercare un contatto con le persone che sento lontane. Tante persone vorrei sentirle più vicine, in questi giorni, e la colpa è mia almeno quanto loro, ma non ne ho voglia, di impegnarmi.
Mi dicono che sono chiusa. Non una grossa novità, vero? Eppure è un fulmine a ciel sereno, perchè stavolta me lo ripetono proprio quelli che ritenevo più vicini. Pensavo di aver capito che tutto il mio silenzio e la mia chiusura fossero destinati a scomparire, una volta conosciute meglio le persone. Pensavo di esaurirle di parole, di travolgerle con il mio nulla una volta che hanno conquistato la mia fiducia (ripensandoci, è stata alessandra a darmi questa convinzione.. quando mai l'ho ascoltata?). E ora, la mia adorata coinquilina che mi dice che le sto parlando poco del Lui del momento (cicci, qui ci vuole il tuo intervento: un soprannome ti prego!), ma io ci sto invece pensando tantissimo... Durante le vacanze, mio fratello che mi racconta una conversazione con i suoi amici, e saltano fuori parole su di me che mi fanno malissimo. Persino Lui, non certo la persona più vicina a me è vero, che mi dice: "tu non parli..", anche se stava cercando di ribadire la distanza, lo so.
Allora, non è cambiato nulla. Sono logorroica solo con te, a quanto pare (contenta? hihi).
In tutto ciò, una frase mi viene detta: "se hai bisogno d'aiuto, chiedilo. tutte queste persone.. se tu chiedessi loro aiuto, sarebbero pronte a dartelo". Già... allora, cicci, inizio con te perchè è più facile, e perchè già mi aiuti. Ho bisogno d'aiuto, nell'affrontare la lontananza da casa (che spavento, ieri. Non è successo nulla ma.. e se fosse successo? Ok basta con i se.. non sono woody allen dopotutto), nell'affrontare questo periodo di nervosismo da tesi, e il lavoro.. tutte le cose che mi fanno sentire un fallimento.
Cicci.. non è mia intenzione spaventarti, non sono sull'orlo di un suicidio o chissà che. E' solo che voglio avere il coraggio, almeno, di chiamare le cose con il loro nome e di ammettere se sono giù.
Un abbraccio.